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Animali in città

SPAZI RISERVATI AI CANI NELLE AREE URBANE
Un segno di civiltà che rispetta le esigenze dei proprietari di animali e migliora la pulizia delle città.

I COMUNI affrontano il "problema" delle cosiddette "DEIEZIONI CANINE", con la consueta arma della repressione a mezzo di VIGILI URBANI o, recentemente, di operatori ecologici. Le ricorrenti "crociate" a suon di multe, e di ordinanze di divieto di accesso dei cani a molte aree pubbliche, non si contano ormai più in LIGURIA, malgrado si siano rivelate sempre inefficaci, salvo favorire l'abbandono degli animali o colpire qualche anziano che ha nell’animale domestico l'unica compagnia.
Noi proponiamo invece da tempo soluzioni semplici ed economiche: individuare un numero adeguato di aree (si trovano ovunque, basta la buona volontà) delimitate da robuste siepi (o recinzioni) ai bordi di zone verdi o dismesse, destinate ai cani. Un diverso approccio al "problema", che assicuri - come per tutte le altre categorie di cittadini - servizi e non solo sanzioni, convivenza e non ghettizzazione. Abbiamo fornito i progetti a molti COMUNI d'Italia, che li hanno già realizzati; in LIGURIA invece ne sono state costruite 18 (sulle 80 necessarie) a SAVONA e poche altre in qualche comune della regione.

SE IL TUO SINDACO NON CI HA ANCORA PENSATO, PRETENDI CHE SI INFORMI PRESSO CHI HA PRONTI PROGETTI ED ESPERIENZA.
NOI SIAMO A DISPOSIZIONE.

C’E' QUALCUNO CHE ESAGERA? SI', QUANDO SI PARLA DI COLOMBI.

I colombi cittadini rappresentano a volte un problema, a causa del loro numero.
I loro nemici però, a sostegno della legittima richiesta di contenere la popolazione, sostengono ragioni e soluzioni errate; ecco le più ricorrenti:

1. I piccioni porterebbero gravi malattie per l’uomo?

2. I loro escrementi danneggerebbero i monumenti?

3. Bisognerebbe vietare a chi li ama di dar loro del cibo?

4. Sarebbe utile e semplice catturarli e ucciderli?

E invece non è vero:

1) Gli spesso declamati problemi igienico-sanitari portati dai colombi sono ritenuti, da Ricercatori e Specialisti "non sospetti", assolutamente trascurabili. La zecca del colombo (argax reflexus) non è un vettore idoneo alla trasmissione del morbo di Lyme (o borreliosi); l’animale non ha significative responsabilità nella diffusione della toxoplasmosi; i ceppi di clamidie che talvolta lo infettano sono a bassa virulenza e poco pericolosi per l’uomo; anche nella salmonellosi il sierotipo che li colpisce è il S. typhimurium, varietà Copenaghen, con patogenicità trascurabile per l’uomo.

2. Paradossalmente i loro escrementi che coprono i monumenti sono meno aggressivi dell’atmosfera inquinata della città, vera e unica responsabile della distruzione

3. Affamando i colombi li si indebolisce, rendendoli meno resistenti alle malattie, aggravando proprio quei problemi che si vorrebbero combattere; e non se ne riduce il numero, come dimostra l’esperienza di TORINO: per dieci anni si è proibito di alimentarli; nel frattempo sono raddoppiati ed il COMUNE ha infine deciso di annullare il divieto. E’ inoltre un atto di dubbia legittimità, limitando la libertà dei cittadini.

4. A BARCELLONA (SPAGNA) hanno catturato ed ucciso 40.000 colombi; in breve tempo la popolazione si è interamente ricostituita.

E ALLORA? Occorre riportare il problema alla sua dimensione: se i piccioni sono troppi, collaboriamo assieme per ridurne il numero pacificamente e stabilmente.

E’ quindi auspicabile che gli enti pubblici sostengano la ricerca scientifica, come la proposta dell’ENEA sull’uso del “neem”, prodotto vegetale indiano. Soluzione attualmente disponibile è la somministrazione alle colonie di volatili di granaglie addizionate con anticoncezionali; essa è stata suggerita proprio dall’ENPA di SAVONA fin dagli anni ’80 e ripetutamente proposta alle Amministrazioni locali interessate, sui cui territori veniva evidenziata una situazione critica. Attualmente il prodotto utilizzato, innocuo ma purtroppo ancora costoso, è la NICARBAZINA che, dove distribuita correttamente, ha dato ottimi risultati. La documentazione essenziale è a disposizione a semplice richiesta.

Nel frattempo, per evitare inconvenienti a chi vive vicino a loro e non favorire crudeli ritorsioni a danno degli animali, ENPA invita i cittadini sia a rispettare le disposizioni dei Comuni, sia a non dare mai cibo dai balconi o vicino alle abitazioni; basterà scegliere zone, anche poco distanti, dove la sosta dei volatili in attesa non arrechi disagi agli altri cittadini.
Grazie.

LA CACCIA ALLE STREGHE NON SERVE A NULLA

I risultati di una ricerca dell'Università di Basilea, in Svizzera, confermano che non esiste un allarme sanitario dato dalla presenza di Colombi nelle città, neanche per l'influenza aviaria. Il Colombo di città non è pericoloso per la salute umana. Ad affermarlo sono due ricercatori dell'Università di Basilea, Daniel Haag-Wackernagel e H.Moch, in un articolo in pubblicazione sulla rivista medica Journal of Infection (editore Elsevier). I ricercatori hanno passato in rassegna la letteratura italiana, francese, tedesca e inglese sulla trasmissione di malattie dal Colombo di città (Feral Pigeon) agli esseri umani, mentre i dati più recenti sono stati ottenuti grazie al database sanitario "PubMed".
Dall'analisi di 77 studi epidemiologici effettuati su popolazioni di Colombo di città presenti in 60 aree urbane e regioni, è emerso che su un totale di 60 organismi patogeni (di cui 5 virus, 9 batteri, 45 funghi e 1 protozoo) trasmissibili dal Colombo di città all'uomo, soltanto 7 di essi hanno trasmesso malattie all'uomo. In un periodo di tempo pari a 60 anni e compreso tra il 1941 e il 2003, si sono verificati in totale solo 176 casi documentati di trasmissione di patologie dai Colombi di città agli esseri umani. Tra di essi, solo un caso di Salmonellosi e un caso di Toxoplasmosi, malattie che spesso vengono enfatizzate da amministratori locali per giustificare uccisioni indiscriminate, ma che in pochissimi casi, come documentato dalla ricerca svizzera, si trasmettono dai Colombi all'uomo, nonostante questi uccelli ne siano portatori. Per l'Ornitosi si sono registrate poche decine di casi.
Questa ricerca dà forza scientifica alla tesi che si sostiene da tempo: i rischi di trasmissione di malattie dal Colombo all'uomo sono molto bassi. Il mero isolamento di un agente patogeno nel Colombo non può giustificare quindi lo sterminio che da più parti viene proposto. Secondo i ricercatori, i risultati delle molte indagini effettuate sono quindi più consone a indicare lo stato di salute degli stessi Colombi di città, piuttosto che a valutare il rischio per la salute dei cittadini. In questo contesto resta comunque importante una corretta educazione alla popolazione sull'igiene e sulla sicurezza sanitaria.
COME CONVIVERE VICINO AD UN NIDO DI GABBIANI
(ma solo per poche settimane)

NON TRASFORMIAMO UNA MANIFESTAZIONE DELLA NATURA IN UN FALSO PROBLEMA.
A causa della scarsità di pesce e dell’occupazione estiva delle spiagge per la balneazione, i gabbiani si stanno progressivamente spostando verso le accoglienti “scogliere” cittadine, ovvero i tetti ed i balconi delle abitazioni. A fine aprile costruiscono il nido e, durante la cova, qualche gabbiano impaurito può effettuare, verso persone che si trovano nelle vicinanze, voli di “parata” ed emissione di grida, anche avvicinandosi ma senza mai toccarle; basta però alzare le braccia per allontanarli; meglio tenersi lontano dai nidi e mai tra i piccoli ed i genitori.

Per evitare altre manifestazioni può essere utile disporre attorno al nido un paravento di tavole o cartoni aperto solo verso la direzione di arrivo dei volatili, in modo da separarlo anche visivamente dalle zone frequentate da persone.
Le uova si schiudono dopo circa 25-27 giorni e dopo circa 40 i piccoli (da uno a tre), pronti per volare se ne andranno definitivamente assieme ai genitori. Se a questi sarà piaciuto il sito potrebbero però tentare di rifare un nido tra la fine di luglio ed agosto.
Una volta abbandonato il nido è possibile demolirlo ed asportarlo e sistemarvi barriere o reti per impedire future nidificazioni.





ENPA ricorda che le norme di legge vigenti proibiscono tassativamente di:

- Prelevare, allontanare, trasferire, maltrattare, uccidere o ferire gli animali;

- Impedire ai genitori di accudire i nidiacei, portare loro cibo, avvicinarli e somministrare le cure parentali, o introdurre o liberare animali che possano arrecare loro danno;

- Distruggere il nido prima del naturale allontanamento di tutti gli animali.

E’ però possibile asportare e distruggere le uova (e solo quelle) dai nidi di gabbiano, prima che schiudano, sia da parte di privati che di amministratori di condominio.
Per affrontare il problema della presenza dei gabbiani nelle città ENPA Savona ha da tempo proposto a Provincia e Comuni, senza alcun riscontro, le seguenti azioni:

1) Organizzazione, da parte della Provincia e di concerto con i Comuni, dell’asportazione incruenta delle uova di gabbiano (e solo di quelle), nei mesi di aprile e maggio; il sistema, già in corso nella riviera romagnola a cura di imprese autorizzate a pagamento, è stato ritenuto valido e consentito sia dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) che, nella nostra regione, dal competente Assessore all’ambiente e caccia;

2) Sterilizzazione chirurgica dei soggetti fertili; le coppie sono fedeli per tutta la vita e non generano più piccoli, pur covando le uova sterili; già applicato con buoni risultati dall’ENPA a Trieste, mentre a Savona l’associazione ha già presentato un analogo progetto che, approvato dal Comune non ha ancora ottenuto il finanziamento regionale a causa del parere sfavorevole dell’ASL2, peraltro per motivi meramente burocratici e procedurali;

3) Prescrizione per i nuovi edifici nelle norme urbanistiche comunali, dell’obbligo di soluzioni architettoniche che impediscano la nidificazione di questi volatili, e dei colombi. Ed insegnamento nelle scuole sui corretti comportamenti vicino ai nidi.

RACCOGLI E SMALTISCI CORRETTAMENTE LE DEIEZIONI DEL TUO CANE.
SE NON LO FAI TU, DOVRA’ FARLO, INGIUSTAMENTE, QUALCUN ALTRO.

NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI EDUCAZIONE E CIVILTA’; MA FACILITERA’ LE BATTAGLIE CHE STIAMO CONDUCENDO PER:

1) FAR ACCOGLIERE CON SIMPATIA IL TUO CANE OVUNQUE;

2) ELIMINARE I DIVIETI DI ACCESSO IN AREE VERDI, LOCALI ED UFFICI PUBBLICI, ZONE PEDONALI, SPIAGGE E LUNGOMARI, BAR, RISTORANTI ED ALBERGHI;

3) REALIZZARE AREE RISERVATE AI CANI NELLA TUA CITTA’, IN NUMERO E DISPOSIZIONE SUFFICIENTI.

ANCHE IL TUO CANE TI SARÀ GRATO.


Pronto soccorso veterinario

  • Per segnalare cani vaganti e gatti liberi feriti occorre telefonare al 112 e chiedere dell’operatore di turno del Servizio Veterinario.

  • Per fauna selvatica ferita o in difficoltà in zone urbane telefonare al numero 345.6350596 dalle 9 alle 19.
    USARE QUESTO NUMERO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER EMERGENZE DELLA FAUNA SELVATICA.

  • Per ritrovamenti di CINGHIALI CAPRIOLI E DAINI telefonare a:
    • Per il Savonese: ATC SV1 019.848064 / 349.6166972

    • Per l'Albenganese: ATC SV2 335.7157726

    • Per la Valbormida: ATC SV3 347.5815411

    • Comprensorio Alpino: CA SV4 (Castelbianco Erli Nasino Zuccarello) 328.2773727

    In caso di problemi
    Ufficio Vigilanza caccia e pesca
    019.8313319 oppure centralino 019.83131 Tutte le mattine, pomeriggio martedì e giovedì dalle 15 alle 17.

  • Per qualsiasi altro problema o informazione rivolgersi alla sede Enpa aperta tutti i giorni, sabato compreso, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 al n.ro 019.824735, oppure inviate una mail a enpa.sv@libero.it.


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